FALESIA di CAIONVICO SETTORE DEL PINO

 

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PANORAMICA

Presso la falesia di Caionvico in provincia di Brescia, sul versante sud-ovest del monte Maddalena, sopra agli altri più noti e ben documentati settori caionvichesi, ne esiste uno del quale non esiste traccia in rete ne tantomeno nelle guide specialistiche, il settore “del pino”, così chiamato per la presenza di un pino marittimo addossato alla parete.

Si tratta di undici monotiri di circa 20 metri dei quali, nel 2015, 4 sono stati richiodati, e i restanti chiodati ex novo a fix, nel complesso abbastanza bene e con un’ottima pulizia della zona, probabilmente (siamo in attesa di conferma) da Paolo Amadio.

Essendo poco conosciuta e con un avvicinamento piuttosto ripido, la parete è poco frequentata e il suo bel calcare ha conservato così un’ottima aderenza.

Nonostante le ridotte dimensioni, è piuttosto varia, diedri, tettucci, spaccature, fessure, placche.

Si raccomanda di portare sempre il caschetto e di prestare la massima attenzione per la presenza di rocce instabili e caduta sassi.

Data l’esposizione, è ottima in estate poiché dal primo pomeriggio in poi la parete rimane in ombra.

 

PARCHEGGIO E ACCESSO

Vi sono principalmente quattro possibilità di parcheggio: nella piazzetta del paese, sul lato sinistro della strada che sale alla chiesa (Via Caionvico), davanti al cimitero, e infine lungo il lato destro della strada cementata che termina lasciandosi un vigneto alla nostra sinistra.

Dalla piazza dell’ameno paesino si prende Via Caionvico che sale alla chiesa (che avremo alla nostra destra) e al cimitero, giunti di fronte al quale potremo solo svoltare a sinistra per un’erta salita dove terremo poi la destra al primo bivio.

Qualche decina di metri più avanti la strada presenta un secondo bivio: in fondo a destra potremo, come già detto, parcheggiare nei pressi del vigneto, mentre a sinistra comincia il sentiero che dovremo percorrere a piedi e la strada abbandona il cemento per un rustico acciottolato.

Da qui alla falesia ci si arriva in circa 20 minuti a seconda delle gambe o di quanto avremo bevuto la sera prima.

Ci troveremo subito di fronte a un bivio e prenderemo a sinistra (foto 1) verso la Via Marina.

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Ancora pochi metri e al bivio seguente prenderemo ancora a sinistra (foto 2).

IMG_20170604_144439foto 2

Proseguendo lungo un sentierino fra fronzute verzure, avremo a sinistra un bucolico paesaggio e a destra il monte, e dopo un paio di minuti un nuovo bivio dove svolteremo a destra (foto 3)

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Ci inerpicheremo ora lungo il percorso che sale nel bosco e si fa più ripido fino a un altro bivio (foto 4) dove terremo a sinistra fino alla base della prima falesia detta “Cavalieri” (a destra si va invece verso La Tampa, un interessante grottino).

IMG_20170604_150224foto 4

Salendo, poco più avanti, potremo vedere alla nostra destra una croce (illuminata di notte) e di fronte la parete dei “Cavalieri” (foto 5) giunti presso la quale, guardando la parete frontalmente (foto 6), proseguiremo a destra lungo un sentierino poco visibile che sale (foto 7) tra appunto la parete, e il “Fungo”, un macigno sopra al quale vi sono anelli per assicurarsi nel caso ci prenda la voglia di immortalarci con foto d’effetto (foto 8).

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Ancora pochi metri ed eccoci finalmente al settore “del pino”, chiamato spesso Cavalieri Alti, con i suoi begli undici tiri (foto 9).

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TIRI

N. NOME GRADO  
1 Ballerini 6A  
2 Golden age 6C  
3 Lego land 6B  
4 L’altra fessura 6A+  
5 Iccio 5C  
6 Prima prega 6B  
7 Mondi sospesi 6A+  
8 T.N.T. Tira no tropp 6A+  
9 La brutta fine di tranquillo 6A  
10 Belafess 6B  
11 Barlafüs 6B  

Parere del tutto personale, i tiri sono leggermente sovra gradati per cui considererei ad esempio, un 6A+ come un 6A, un 6A come un 5C+, e via così… comunque sempre meglio sovra che sotto.

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