Recensione: Spit

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È appena uscito in edicola il primo numero di una nuova rivista di arrampicata, si tratta di “Spit”, edita dalla Barbero Editori, editore non proprio vocato alla montagna.

Costa €4,90, non poco, il formato è di 21X28 cm, ha 114 pagine spillate in carta lucida simile alla carta usata da l’Internazionale per capirci, ma ben lontana da quella di Meridiani Montagne.

La grafica è anonima, potrebbe essere una rivista di arredamento come di automobili, e le 114 pagine sono una lunghezza coperta con poco testo e moltissimi spazi inutili, un po’ come a scuola quando per arrivare ai quattro fogli di protocollo del tema si iniziava a scrivere “lungo”. Le rubriche sono classiche, una parte didattica, davvero elementare, una parte di medicina e prevenzione, di alimentazione e di allenamento, tutte piuttosto superficiali. Un po’ di News stringatissime, un articolo sul bouldering, tutto foto e niente arrosto, uno su Ondra (che originali!), una sulle attrezzature, cioè pubblicità, e una parte dedicata a varie falesie, niente che non si trovi in rete.

La rivista è furbetta, di concezione decisamente superata e grossolana nell’aspetto, senza alcun elemento originale nella forma o nel contenuto; sostanzialmente si tratta di una rivista inutile.

Se interessa la montagna, meglio Montagne 360 o Meridiani Montagne, se interessa l’arrampicata, meglio Pareti, se invece interessa una visione ampia e una riflessione profonda sull’alpinismo, sulla natura, la Wilderness e l’outdoor, allora meglio il Manifesto in Movimento che personalmente trovo un piccolo gioiello editoriale, ma per quello arriverà un articolo dedicato.

Giudizio finale: soldi buttati